BENVENUTI

Porgo un benvenuto a chiunque passi per questa stazione nella giungla delle autostrade mediatiche.Chiunque è il benvenuto, chiunque può e deve lasciare commenti, chiunque può suggerirmi vignette a tema. Chiunque si accorgerà che la satira politica non è solo a sinistra, ma trova grande critica e conferma soprattutto a destra. Chiunque capirà che qui c'è libertà e che io ,spero, ho imparato dai maestri della sinistra.

"Questa casa è aperta agli amici, al sole , al vento" -Platone-

PIAZZA NAVONA

PIAZZA NAVONA

La rivolta degli universitari è in mano a .....

mercoledì 5 novembre 2008

Questa è la realtà dei fatti......

Questa è la realtà e situazione. Oggi in Italia, finalmente è iniziato con volontà, il repulisti e resa dei conti di 60 anni di casta rossa. Dai ministeri, alle scuole,nella stampa e giornalismo in generale, nei tribunali, nelle piazze ormai non solo "rosse", la gente s'è letteralmente rotta le scatole di nepotismi,favori e quant'altro.Campano ancora su sto maledetto antifascismo di comodo, che maschera la vera dittatura, cioè quella rossa.A P.zza Navona volevano con prepotenza e forza riprendersi spazio in una piazza ormai stanca di loro e con il solito 300 contro 10, hanno dato il meglio di loro. Puntualmente tutti gli organi collusi con la celata ed autorizzata dittatura gli ha parato il culo e messo sulla gogna chi ha avuto il coraggio di contestarli ed affrontarli.
Nelle scuole, al di là delle riforme discutibili o meno, il problema più grosso è stato quello di andare a toccare equilibri e fondi, dove i parassiti figli e nipoti dei partigiani e soprattutto 68ini che credono nell'immortalità,hanno sguazzato fino ad oggi.
Nei ministeri ed uffici pubblici, dove i sindacalisti e compagni d'occorrenza(poichè hanno ormai una vita di benessere e privilegi), gli si toccano gli assenteismi, la meritocrazia(che non gli appartiene),fondi deviati misteriosamente da qualche parte, di terrorismo mediatico e squadristi rossi dell'informazione, di fronte alla tecnologia proposta con video sputtananti dall'altra parte, sono diventati incredibili scalatori ed arrampicatori di specchi.
Ora l'ultima perla, l'innocente servizio a CHI L'HA VISTO?, che di per se è un programma di merda e non si capisce perchè molti format li eliminano e questo invece no,con la complicità innocente della conduttrice, manda alla gogna stile Commissario Politico Comunista, video anche a rallentatore con i volti dei nostri ragazzi. Anche un bambino di due anni capirebbe che "quello è il cattivo e non bisogna accettare caramelle da lui", capirebbe che" quello va riconosciuto subito e urlare al lupo" come si conviene con i mostri. Invece quel messaggio subliminale dei compagni un po cresciutelli, è la caccia al fascio.
Beh direi estremamente grave sfruttare un programma in una rete dove si paga il canone, è estremamente grave che un programma che cerca persone scomparse, invece apre la caccia a giovani di vent'anni che rifiutano l'ideale e comportamento della giornalista in questione.E' estremamente grave che in un programma del genere, si metta una taglia virtuale sulle teste dei giovani. Io chiuderei il programma o licenzierei la conduttrice e autori, per tentata strage, perchè di tale si tratta. Senza titolo e diritto, hanno messo in pericolo la vita dei ragazzi, alimentando odio e violenza, ma tanto si sà, loro invece prendono contratti per centinaia di migliaia di euro a programma, loro quest'estate a Capalbio o in Sardegna si vanteranno della loro repressione al problema.
Allora, come dice Gabriele Adinolfi, ATTENZIONE CHE QUESTI CERCANO IL MORTO E LA SCINTILLA PER TORNARE NELLA LORO MELMA E RIFARE UN 68 CON ALTRO ESITO, LEGALIZZANDO LA CACCIA AL FASCIO NEMICO DI QUESTA NAZIONE.I veri nemici sono loro, che ci hanno martellato i coglioni con le loro propagande e poca voglia di cambiare, loro che ci hanno schiacciato all'angolo monopolizzando piazze e posti chiave, loro che silenziosamente con le BR, con gli attentati, con le loro caste, ci hanno sistematicamente segato le gambe ed imposto la loro ideologia e subcultura.
IO ME NE FREGO!

Vogliono il morto. Ognuno di noi può impedirlo

Fate circolare ovunque, fino alla nausea!www.noreporter.orgVogliono il morto! Che a volerlo siano i “rivoluzionari” frustrati dalla perdita di ogni consenso e addestrati dai loro seminari politici all'eliminazione degli avversari è quasi normale. Non è normale, non è usuale, non è ammissibile, non accadeva neppure negli Anni Settanta, quello che alcuni fiancheggiatori, protettori e complici dei frustrati dei Centri Sociali e di Rifondazione stanno oggi facendo. Non è accettabile che escano articoli compiacenti con i facinorosi, gli aggressori, i mazzieri stipendiati dai partiti, che alcune testate nazionali (Corriere della sera, Repubblica) hanno pubblicato. Non è immaginabile che si lascino esporre all'università liste di proscrizione con nomi e foto degli obiettivi da colpire, com'è accaduto lunedì mattina. E questo all'indomani di una prima serie di aggressioni commesse in Italia condite dall'improvviso apparire di attentati vari su obiettivi diversi. Uno scenario fosco che si ripete. Permettere tutto questo significa, esattamente come trentacinque anni fa, alimentare la spirale anziché interromperla. Non è perdonabile che, trentacinque anni dopo, per un calcolo politicante da quattro soldi, ci sia chi, come Di Pietro, ripercorre la strada di Giacomo Mancini ammiccando a quelli che “uccidere un fascista non è reato”. Mancini se ne pentì, ma era troppo tardi. Di Pietro magari se ne pentirà anche lui ma già adesso non ha scuse perché egli ha davanti agli occhi il precedente del sangue che scorse a fiumi a causa della copertura politica al nascente terrorismo che il dirigente socialista di allora, come l'idv di oggi, non aveva saputo - o voluto - vedere. Gravissimo; ma paradossalmente nella gravità siamo già andati oltre. Alla Rai nella serata di ieri è stato mandato in onda un filmato forse fornito proprio dal Blocco Studentesco e sono stati incredibilmente fissati dei fermo-immagine su studenti del Blocco Studentesco con la richiesta: “Sapete chi sono? Come si chiamano? Dove abitano?”. Poiché il Blocco che non ha niente da nascondere ha fornito molti filmati ai media, e poiché i volti e i nomi di ragazzi che fanno politica e chiedono regolari permessi sono noti alla polizia, quest'appello non può avere altro effetto se non quello di scaldare gli animi di chi già viene aizzato sul terreno incosciente dell'antifascismo militante dalla segreteria di un partito che non ha più alcun argomento politico e non avrà altra conseguenza se non quella di far capire a chi partecipa alla caccia all'uomo che gode di una copertura articolata e diffusa. Se non li si ferma subito non tarderanno ad assassinare! Certo, come primo atto sarà denunciato legalmente chi usa la televisione come uno strumento personale e mette a rischio l'incolumità degli studenti, ma non basta. Urge una presa di posizione ferma da parte dei giornalisti e sono indispensabili le interrogazioni parlamentari. Trentacinque anni fa si preferì lasciar divampare l'incendio ma stavolta, per fortuna, non ci sono solo piromani. Ma un pompere che dorme diventa incendiario a sua volta. Non si sottovaluti il pericolo e non si frappongano indugi! Neutralizziamo i mandanti e facciamolo subito!
Gabriele Adinolfi

giovedì 30 ottobre 2008

E' giunta la resa dei conti con la verità

Oggi a 38 anni, come la generazione dei miei genitori, come la nuova generazione di Piazza Navona, vengono a galla decenni di infamia.
Un ministro nano alto 1 metro e 20,Brunetta, ha la forza di davide contro Golia, dove Golia è il risultato dei favori e privilegi dei reduci partigiani, dei loro figli e dei figli dei figli più gli emulatori.
Dall'impiego statale, dai sindacati,dalle scuole, dalle università, con le nuove riforme(discutibili) il nocciolo è uno, vengono messi alla luce decenni di sottobosco e loschi affari della sinistra italiana.
Dai controlli ai posti di lavoro, dall'inutilità delle attività sindacali, dai ritocchi ad una scuola ormai stanca e becera piena di orgoglio 68ino.
La verità è una, si sono accorti che chi non la pensa come loro, ha la stessa necessità e voglia di comunicare e manifestare in piazza, c'è voglia di produttività e poche parole, c'è voglia di fare senza essere manipolati e boicottati continuamente.
Ieri dopo i fatti di piazza Navona, si vedono nettamente gli schieramenti più interessati:
-Giornalisti
-Professori e luminari del 68
-Studenti ormai 30/40enni di sinistra
-sciacalli dediti allo spettacolo
-Forze dell'ordine ormai inermi contro i baroni del potere

Il tutto prontamente preparato ad arte per ribadire una supremazia ormai persa.
Aggiungiamo anche Grillo.

Tutti ai posti di combattimento!

Forse non tutti hanno colto la portata e l'importanza di quanto si sta svolgendo intorno all'aggressione degli studenti ieri a Piazza Navona da parte dei vigilantes di Rifondazione Comunista.Sono in gioco - disperatamente - tutte le certezze del vecchio regime.- Si vuol far credere che gli studenti e tutte le fasce sociali che protestano stiano a sinistra, che non è vero.- Si vuol far credere che gli studenti e tutte le fasce sociali che protestano siano schierate con Draghi contro Berlusconi, che non è vero- Si vuol far credere che i fascisti siano violenti, che non è vero, non tanto al fine di criminalizzarli quanto a quello di riapplicare il metodo degli anni 60 di spezzettare il fronte non marxista per indebolirlo- Si vuol far credere che le vecchie cariatidi stipendiate da fondi pubblici che giocano a fare i "rivoluzionari" siano ancora rappresentanti del movimento e interpreti dell'attualità, che non è vero.L'operazione di Piazza Navona (edizione rovesciata della spedizione della Sapienza di 40 anni fa) è stata orchestrata a tavolino e gode dell'utilizzo militante, anzi militare, di apparati di disinformazione.Bisogna assolutamente essere all'altezza dei tempi e non rispondere con i riflessi condizionati.Abbiamo dalla nostra:- I filmati integrali che dimostrano inequivocabilmente quello che è successo- L'opinione pubblica diretta (ovvero gli studenti e i residenti in Piazza Navona)- La ricostruzione dei fatti da parte della Questura.Rispetto agli anni che si vorrebbero riproporre ci sono delle differenze essenziali che dobbiamo capitalizzare- La tecnica che consente di documentare la realtà e di far circolare i documenti che neutralizzano la disinformazione- Il ruolo politico: oggi siamo parte politica attiva nella società e nel movimento di cui rischiamo di essere maggioritariNon ragioniamo allora con vittimismi da ghetto accerchiato!Bisogna agire, tutti, ogni istante. La battaglia della verità ha, oggi, un valore politico incommensurabile.Tutti ai posti di combattimento!

sabato 6 settembre 2008

Attentato al Circolo Futurista Casal Bertone

'Ecco i frutti avvelenati dell'odio di Russo Spena e compagni' Così Gianluca Iannone, presidente di Casa Pound Italia, sull'attentato che, ieri notte, con l'apposizione di un ordigno incendiario ad alto potenziale, ha gravemente danneggiato la sede del Circolo Futurista Casalbertone. 'Dopo la conclusione fallimentare del loro periodo di governo, dopo aver deluso le aspettative di lavoratori, precari, giovani, studenti ed anziani, dopo aver ricevuto una sonora bocciatura dal popolo, si aggrappano disperatamente al vecchio caposaldo dell'antifascismo, ricollegando strumentalmente fatti di sangue che con la politica centrano poco e nulla, all'attività di tutte quelle centinaia di ragazzi che, privi di un feroce indottrinamento e scevri da clientelari condizionamenti politici, si impegnano ognni giorno e senza alcuna contropartita' Continua Iannone 'Indefinibili sono le parole della madre di Renato Biagetti, la quale si permette di collegare fatti di strada con l'esperienza delle occupazioni non conformi e di quelle a scopo abitativo, colpevoli sono le parole di tutti coloro che soffiano sul fuoco dell'antifascismo; loro sono i mandanti morali di questo attacco che avrebbe potuto costare la vita a ragazzi e privati cittadini residenti nello stabile, dato che le fiamme sono arrivate al primo piano del palazzo' Conclude Mauro Antonini, responsabile del circolo augurandosi che 'la stessa solidarietà mostrata nei confronti del giovane aggredito pochi giorni fa a San Paolo, venga ora espressa dal Sindaco nei nostri confronti e nei confronti di tutti gli abitanti che hanno vissuto una notte di terrore'.

C'è maretta a sinistra allora istighiamo la piazza

Ci siamo è il D-Day dello sputtanamento pubblico.
Pubblicano intercettazioni di Prodi, s'accusano tra loro nel congresso PD, se cercano soldi spariti, ma che succede?
Stanno senza far niente e non sono più in prima pagina? Cercano fondi che prima avevano ed ora stanno a secco?
L'hanno cacciati dai salotti bene e intellettuali?
Nun contano più una mazza neanche per le raccomandazioni?
Allora tornano a parlare di antifascismo, condannano le pseudo aggressioni, rinfuocano le piazze
e nel mentre........ritornano al vecchio mestiere dei nonni, fare i partigiani, e mandano i nipotini a bruciare circoli di destra, pardon "fascisti".
Il CFCB di CasalBertone.

Solidarietà ai fratelli, pannocchie per gli inutili.

mercoledì 3 settembre 2008

STRANAMORE

Sempre chapeau per Gabriele Adinolfi, sempre un piacere leggerlo........


Gli Stati Uniti vogliono una guerra importante se non addirittura la guerra. Vogliono come sempre una guerra combattuta quasi interamente da altri che li aiuti a indebolirne la crescita (in particolare quella europea e quella russa), che permetta loro di non farsi scavalcare durante la difficile crisi che attraversano e che, tra riarmi, distruzioni e ricostruzioni, rilanci la macchina dell'economia. La Russia si muove molto beneLa Russia finora si sta muovendo bene; con i muscoli e con il cervello. La stessa piccola Europa chiusa a tenaglia tra servi e aspiranti protagonisti se la sta cavando niente male. A ogni provocazione americana i russi rispondono con toni allo stesso tempo fermi e distensivi. Fanno affidamento sia sugli interessi altrui, in particolare quelli europei, che sulle paure dei guerrafondai. Così da un lato fanno capire a chi li vuole aggredire come stanno le cose: sono partiti con la minaccia di chiusura delle rotte per l'Afghanistan e con quella di espulsione delle basi Nato dall'Asia Centrale, hanno proseguito con l'ipotesi di armare di SS21 la Siria se gli Usa armeranno Polonia e Repubblica Ceca. L'altro ieri l'agenzia Reuter riportava che il generale Nikolaj Patruschev, segretario del consiglio per la sicurezza russa, e Igor Sechin, vice-primo ministro, si sono incontrati con il presidente di Cuba Raul Castro, per ripristinare la tradizionale alleanza tra i due Paesi con una cooperazione a tutto campo, che prevede tra l'altro l'installazione sul territorio cubano di batterie di missili balistici. Subito dopo Putin ha comunicato alla stampa che la Russia estenderà queste relazioni ad altri Paesi ostili agli Stati Uniti. Bastone e carota: di ieri la notizia (non sorprendente per i lettori di Orientamenti & Ricerca) di una proposta di stretta cooperazione russo/tedesca. Insomma Mosca non scherza e ribatte colpo su colpo sicché gli Usa, costantemente neutralizzati, non sono riusciti ad ottenere l'unanimità non solo presso la UE ma neppure in sede Nato.Gli Usa inseguono una guerra anche alla ciecaAl momento si dovrebbe parlare di secca sconfitta del loro piano di guerra. Ma sarà davvero così? Il Pentagono e Wall Street si arrenderanno e ci eviteranno guerre diffuse se non rischi di un conflitto mondiale? Difficile darlo per scontato perché quando c'è volontà di destabilizzazione e si hanno a disposizione le risorse finanziarie e militari, nonché forti elementi di ricatto su economie e classi politiche, se non è da una parte sarà dall'altra ma alla fin fine si riesce ad appiccare il fuoco. Per esempio l'altro giorno alcune agenzie stampa presentavano il seguente comunicato: “Gli Stati Uniti attaccheranno i siti nucleari iraniani nelle prossime settimane. Lo hanno appreso i servizi di intelligence olandesi (AIVD), che sono stati costretti a interrompere una loro operazione per sabotare il programma nucleare iraniano proprio in vista dell'imminente attacco. La notizia è stata diffusa dal quotidiano olandese De Telegraaf, e ripresa dai media israeliani. Secondo il giornale olandese, che cita fonti ben informate, l'operazione dell'AIVD si stava svolgendo con "successo", ma è stata bruscamente interrotta perchè gli obiettivi dell'attacco americano sono connessi all'azione di spionaggio olandese". L'Iran o la Georgia, o la Polonia o la Siria o CubaL'Iran, a leggere queste note senza alcuna dietrologia, si aggiungerebbe così alla lista dei pretesti di guerra generalizzata che già include Georgia, Polonia, Siria e Cuba. Una mossa così disperata, chiediamoci, quanto però è credibile? Tra la colonna dei pro e dei contro per gli Usa la lancetta tenderebbe al passivo. Il pericolo nucleare iraniano serve loro per gustificare lo scudo stellare e sarebbe difficile convincere gli europei a dotarsene se le centrali iraniane saranno state spazzate via prima da un raid americano. Inoltre vanno considerate le conseguenze di posizionamento; l'Iran oggi è in buoni rapporti soprattutto con la Cina, che non a caso non sostiene la Russia in Georgia e sta prendendo anche pian piano le distanze dalla coperazione eurasiatica. La Russia poi ha buoni rapporti con un rivale storico importante dell'Iran, l'Arabia Saudita. Un bombardamento rischierebbe di rinsaldare certi rapporti che vanno sfibrandosi, rafforzando proprio i russi, oltre a togliere agli americani un ottimo pretesto per imbrigliare l'Europa. Inoltre renderebbe molto più difficile il progetto caro a Wasp e Tel Aviv di attivazione della pipeline dall'India a Israele attraverso i territori iraniano e turco. Per non parlare delle conseguenze che ne verrebbero nello scacchiere afghano.Convergenze e conflittualitàL'interesse americano sarebbe davvero salvaguardato con quest'azione? Ne dubito. Semmai potrebbe essere accolta bene da ambienti israeliani. E anche qui è da vedere. Non è un mistero che da una trentina di anni in qua, odi, minacce ed insulti a parte, tra i due rivali c'è un interesse comune o quantomeno complementare, ai danni del mondo arabo e delle cause laiche. Tant'è che commerci leciti e illeciti sono fioriti tra i due Paesi e tuttora proseguono; e questo senza contare le alleanze operative nello smembramento dell'Iraq. Non che i due soggetti si amino, essenzialmente si detestano così come avvenne per decenni tra americani e sovietici che però continuarono ad essere complici e a fare affari in comune ai danni di tutti. E' solo quando la comunanza d'interessi diviene inferiore alle cause di rivalità che i sodalizi fattuali si spezzano e che si passa all'antagonismo. Accadde tra Usa e Urss dopo circa settant'anni di cooperazione, accadrà prima o poi tra Tel Aviv e Teheran. Tuttavia non siamo ancora giunti a questo punto benché l'ipotesi di un altro stato nuclearizzato nell'area non possa essere accettato dallo stato ebraico. Perché non si sa mai come evolveranno le cose; magari proprio un governo più “moderato” potrebbe maturare in futuro in Iran un'ostilità tangibile per gli altri estremisti del Libro. Ma tempi e modi d'intervento per contrastarlo sono infiniti e potremmo enumerare diversi generi di sabotaggio, cosa che ovviamente non faremo anche se non è pensabile che il più bellicoso Stato del mondo abbia bisogno di rubarci dei suggerimenti. Fatto sta che, vista la questione cardine di oggi che è quella dei gasdotti e degli oleodotti dall'Asia centrale, non sarebbe cosa troppo sensata spostare gli iraniani nel campo sostanzialmente e non solo verbalmente avverso: potrebbe rivelarsi una mossa suicida. A rigor di logica concluderemmo, quindi, che non ci saranno attacchi in quella direzione; dunque propendo ancora una volta per il no. Del resto questo genere di allarmi non è nuovo; sono anni che escono notizie in tal senso e che riguardano attacchi all'Iran, alla Siria o all'Egitto e in genere non li ho presi sul serio. Ora tutto è possibileChi mi abbia seguito sa bene che non vi ho mai dato peso e che ne ho sempre sorriso; eppure oggi rinuncio alla tentazione di cestinare l'ennesimo allarme e lo prendo in considerazione perché per la prima volta sono, sia pur moderatamente, possibilista in quanto la disperazione bellicista potrebbe scaturire persino in un simile escamotage irrazionale pur di trovare un qualsiasi luogo di sfondamento. L'ordine di priorità ovviamente è ben altro, ma se di notte tutti i gatti sono bigi, allora oggi l'Iran vale la Georgia, la Polonia, la Siria, Cuba e chissà quale altro pretesto. Perché l'impressione – tutto sommato assai piacevole - che si ricava da tutta la gestione americana della crisi è proprio quella di mosse dettate dalla disperazione. La guerra preventiva che da dieci anni gli Usa hanno mosso all'Europa, alla Russia e al mondo arabo ha finito con l'indebolire proprio l'influenza americana. Putin e l'Euro, ovvero i frutti diretti o indiretti di Kohl e di Mitterrand, hanno messo il gigante in un angolino e questi ora cerca di colpire all'impazzata. In sessantatre anni, a parte la retorica e la propaganda, è solo la seconda volta che siamo a rischio di guerra mondiale. La prima risale al 1962 e si riferisce ad una situazione molto simile a questa; la tensione rischiò di esplodere quando, rispondendo alle installazioni balistiche americane in Turchia, la Russia sovietica armò di missili Cuba. Sta accadendo la medesima cosa, solo che al posto di Ankara c'è Varsavia e che la Russia non è più comunista e, soprattutto, (ma forse si potrebbe dire: proprio per questo) non dipende più dalle banche americane. Il che rende gli Usa più furiosi e, altra differenza rispetto ad allora, oggi ad essi la guerra fa comodo e quindi possono scatenarla. Non è ancora l'esito più probabile della loro libido incendiaria ma è ben possibile; possono farla divampare ovunque, con qualunque pretesto. Il guaio, ricordiamocelo sempre, è che noi, non ancora mondati dalla nostra vergogna settembrina di sessantacinque anni fa, ci troviamo ad essere legati per trattato di vassallaggio ai guerrafondai e quindi, a rigor di logica, se e quando la scatenessaro dovremmo andare a combattere per loro e ai loro ordini una guerra che essi muovono proprio contro di noi, per impedirci di rimetterci in piedi. Siamo prigionieri di questo ignobile paradosso dal quale alcuni hanno tentato di gettare le premesse per tirarci fuori: Anfuso, Gronchi, Mattei, Craxi. Ma ci siamo ancora dentro, col cappio al collo e il fango che c'insozza dal basso. Dio stramaledica i Savoia e tutti i loro compagni di merenda e di prostituzione! Gabriele Adinolfi